Arriva Segwit2X: le caratteristiche del nuovo fork

segwit2x

Un nuovo hard fork si prepara a splittare la blockchain di Bitcoin: Segwit2X. L'opearazione sarà effettuata dal blocco 501451, approssimativamente il 28/12/2017. In realtà il fork avrebbe dovuto essere implementato già da metà novembre, ma l'operazione si concluse con un nulla di fatto.

Dalla homepage del sito si possono estrapolare diverse informazioni riguardanti il progetto (alcune delle quali saranno implementate intorno a metà gennaio):

Cambia l'algoritmo di mining: dallo SHA-256 all'X11 (che usa una combinazione di 11 algoritmi diversi, come suggerisce il nome). L'X11 è stato utilizzato per la prima volta da Dash e a quanto pare promette una maggiore efficienza energetica (a parità di output, minori consumi) con conseguente riduzione delle temperature raggiunte dagli hardware.

La dimensione di ogni blocco passa da 1 MB a 4 MB. Aumentare la dimensione dei blocchi significa accelerare le transazioni, riducendo i tempi di pagamento. Ma non è tutto, dato che la creazione di ogni nuovo blocco è prevista non più ogni 10, ma ogni 2,5 minuti. Se ciò fosse messo in pratica diminuirebbero non solo i tempi di conferma delle transazioni, ma anche le fee che gli utenti pagherebbero per ciascuna transazione.

Ricalcolo della difficoltà di mining ogni blocco, e non più ogni 2016 blocchi (circa 2 settimane).

Implementazione della replay protection. Questo aspetto è di fondamentale importanza per ogni fork, poiché protegge gli utenti da eventuali duplicazioni di transazioni sulle due blockchain.

Ma chi spinge questi hard fork? In primis i miner, che hanno investito su costosi hardware e che vogliono ottimizzare il processo di mining. È chiaro che per certi aspetti si strizzi l'occhio anche a chi il mining non può farlo perché le crescenti fee ed i lunghi tempi di attesa per confermare una transazione stanno divenendo un aspetto critico del network Bitcoin. Nel caso specifico i soggetti promotori di questo hard fork sono Jaap TerlouwRobert Szabo, rispettivamente founder e core developer del progetto.

Chiunque detenga Bitcoin in un hard wallet o su un exchange che aderisce all'hard fork si vedrà di fatto "regalati" lo stesso quantitativo di Bitcoin posseduti ma sottoforma di Bitcoin 2X. Le previsioni di quotazione della nuova criptovaluta possono essere osservate sull'apposita pagina di Coinmarketcap, ma attenzione, sono soltanto previsioni, nulla di certo.

Un altro aspetto interessante da tenere in considerazione sono gli elementi presenti nella roadmap della homepage del progetto: si parla di lighting netwok (e quindi di transazioni istantanee), ZkSnark (Zero-Knowledge Succinct Non-Interactive Argument of Knowledge) e smart contracts. Non si specificano però le date di implementazione di tali caratteristiche.

Un progetto sulla carta valido (sulla carta sono buoni quasi tutti), ma serve prudenza, come al solito!

Punti deboli

Il team di sviluppo NON è quello originario. Come se non bastasse i membri non sono poi cosi rinomati, e sembrano essere soltanto in cinque (un po' pochini).

L'assegnazione di monete pre-minate dal team di sviluppo ammonta a 6 milioni di monete (su circa 21 milioni totali). Davvero tanta centralizzazione per una moneta che non vuole essere centralizzata.

La rete non ha mostrato interesse per questo fork. 

 

Link utili

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Codice su Github

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